COSA FARE A MONTESPERTOLI

UN TERRITORIO DA VIVERE
E SCOPRIRE A PASSO D'UOMO

Acqua e paesaggi della memoria a Montespertoli-2

Montegufoni e le sue fonti
L’itinerario

Dopo aver lasciato l’auto al parcheggio di Montegufoni e prima di iniziare il percorso, si consiglia una breve deviazione per osservare da vicino gli esterni del castello degli Acciaioli (in certi periodi dell’anno, previa autorizzazione da chiedere alla reception, è possibile anche visitare giardino e cortili); ciò consentirà apprezzare l’eleganza e la solennità di quella che è una delle principali attrattive storico-artistiche del Comune di Montespertoli.
Il percorso inizia dal parcheggio e affronta subito la salita asfaltata a metà della quale, presso un grande cipresso, una breve deviazione a sinistra conduce ai resti della fonte di Montegufoni seminascosta dalla vegetazione. Era questo un punto vitale per la piccola comunità locale in quanto la litologia del terreno permetteva l’affioramento di consistenti quantitativi di acqua utilizzati sia attraverso il sistema del fontanile visto anche presso Bottinaccio (itinerario omonimo), sia forse anche mediante altri sistemi imputati a gestire il trasporto dell’acqua verso la villa-castello. Tornati sulla strada e ripresa la salita, si arriva in località “i Leoni”, così chiamata perché ai lati della strada vi si trovano due leoni di travertino su basamenti in muratura (in realtà si tratta di un leone e di una lupa), che servivano a segnalare al viandante sulla strada Volterrana l’ingresso nei territori degli Acciaioli. Sul punto dove si trovano le due statue insiste anche un incrocio dove noi voltiamo a sinistra su via Castiglioni e, tralasciando via Trucione (a sinistra), proseguiamo in pari superando l’ottocentesca Villa delle Calvane (oggi residence cinque stelle) contornata di cipressi, oltre la quale, specialmente se la giornata è tersa, conviene soffermarsi un attimo ad ammirare il ventaglio delle più alte montagne toscane: da sinistra a destra si possono ammirare le Alpi Apuane e poi gli Appennini con il Monte Giovi, l’Alpe delle Tre Potenze, il Cimone ed il Corno alle Scale. Più vicino a noi e più in basso del crinale appenninico, si trova il crinale che divide la Valdipesa dalla conca fiorentina con i poggi boscosi della Roveta (evidente la linea che separa i coltivi dal bosco) e quello di Marliano dalla curiosa forma a trapezio. Alla nostra destra, ancora più vicino, la piccola valle del borro delle Borraia (nell’Ottocento “della Burraia”), con la strada vicinale che percorre il piccolo crinale dove si trova la cinquecentesca villa del Turco, in un paesaggio ormai banalizzato da moderni vigenti posti l’uno di seguito all’altro.
Riprendiamo il percorso in discesa, passando in prossimità di alcune villette di recente costruzione, per arrivare alla curva del Muraccio, presso la quale si trova il cippo in ricordo del partigiano Settimo Agostini ucciso in questo luogo il 27 luglio 1944 durante uno scontro a fuoco con i tedeschi. Dopo la curva del Muraccio, la strada riprende a salire, ma, alla fine del boschetto di cipressi, noi prendiamo la strada bianca a sinistra (via Cantagrilli) e poco dopo la vista si apre ed in lontananza si scorge il paese di Montespertoli. Superato un dosso, la strada inizia a scendere dritta verso il nucleo abitato di Sant’Andrea al Colle, sede dell’omonima chiesa soppressa ed annessa a San Lorenzo a Montegufoni nel 1583 (ridotta al rango di semplice oratorio, vi sono state celebrate funzioni religiose fino agli anni ’50 del secolo scorso). La vista si allarga sul versante opposto della valle del Virginio, posto fra il Piano di Cencio, le Masse e Morzano, interessato da ampie zone di territorio abbandonato con estesi movimenti franosi e cave di argilla ormai dismesse per le necessità della sottostante fornace. L’ampia strada campestre che percorriamo affianca sulla destra una serie di vigneti disposti ad anfiteatro intorno al bosco detto “Buca della Pastora”; si tralascia la deviazione sulla destra che riporta su via di Castiglioni lungo la quale sono visibili notevoli esempi architettonici di dimore coloniche sette-ottocentesche e, in fondo fra i cipressi, la villa di Castiglioni dei Frescobaldi, e giunti nei pressi di Sant’Andrea (40’) si svolta decisamente a destra continuando in accentuata discesa per raggiungere il limitare del bosco e poi girare a sinistra riprendendo leggermente a salire. Fiancheggiando il bosco, il percorso raggiunge l’ex-complesso colonico di Cantagrilli, dove termina la strada bianca, proprio di fronte al civico numero 4. L’itinerario prosegue su strada poderale a fianco della recinzione metallica, terminata la quale, inizia a scendere in forte pendenza verso il bosco dove si arriva ad un incrocio: si tiene la sinistra, e dopo poco, si esce dalla vegetazione affacciandosi sul fondo valle del Virginio in vista di una stazione di servizio. Si prosegue in ripida discesa, fiancheggiando il bosco sulla sinistra, fino ad immettersi, voltando a destra ad un incrocio su una stradella diretta verso la provinciale del Virginio. Stradella che però abbandoniamo quasi subito voltando a sinistra e riprendendo la campestre che torna a salire mantenendosi costantemente sul limitare del bosco. Giunti in prossimità di un grosso palo di cemento di una linea elettrica, invece di proseguire in salita si volta a destra scendendo verso il visibile complesso edilizio denominato Molinuzzo (ex mulino degli Acciaioli) che raggiungiamo velocemente (1h), superandolo e immettendosi su di una strada campestre in piano che punta, salendo, in direzione del visibile cimitero. Sulla sinistra appare in lontananza l’elegante torre del castello di Montegufoni ad indicarci l’obiettivo finale dell’itinerario. Giunti al cimitero voltiamo ancora a sinistra, continuando la salita su strada bitumata, e dopo circa duecento metri possiamo vedere sulla destra, a bordo strada, la fonte di Fogliana, dalla quale si approvvigionava la famiglia contadina del vicino omonimo podere. La strada continua in salita a fianco di un vigneto specializzato, mentre la vista si apre a sinistra sul boschetto di fondovalle (dove scorre il borro delle Calvane) chiamato Ragnaia e sulla retrostante collina coperta dalla pineta dell’Uccellare (Ragnaia ed Uccellare sono termini che indicano antichi luoghi di caccia). Si giunge così alla chiesa di San Lorenzo a Montegufoni, risalente al XIII secolo ma adesso con le forme dell’ultimo ampliamento seicentesco. Proseguendo lungo la strada comunale si lambisce il castello ed alla successiva curva si osservi il tabernacolo sulla destra; è un’opera realizzata nel centenario delle apparizioni della Madonna di Lourdes, utilizzando una bifora trecentesca proveniente dal castello. Subito dopo raggiungiamo il parcheggio dove termina il percorso (1h 20’).

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Informazioni

DOVE
Parte E-NE del territorio comunale; castello di Montegufoni
TEMPO DI PERCORRENZA
1h 20′
TEMPO DI PERCORRENZA CON LE SOSTE
2h
LUNGHEZZA DEL PERCORSO
km 4,250
DISLIVELLO TOTALE
195 m
GRADO DI DIFFICOLTÀ
facile
TIPOLOGIA DELLA PASSEGGIATA
paesaggistica e storico-architettonica; percorso ad anello
RIFORNIMENTI DI ACQUA LUNGO IL PERCORSO
si, al fontanello pubblico presso la chiesa di san Lorenzo oppure presso alcune abitazioni che si incontrano.
ALCUNI CONSIGLI PRATICI
Durante la stagione estiva si sconsiglia di percorrere questo itinerario nella parte centrale della giornata. Nel periodo autunno-invernale e primaverile va bene qualsiasi momento della giornata.

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